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	<title>Naram Sim's Weblog</title>
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	<description>Storie di luoghi, persone e tuffi</description>
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		<title>I relitti (?) di Caldè</title>
		<link>http://naramsim.wordpress.com/2008/10/06/i-relitti-di-calde/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 14:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[Report immersioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;ero mai stato e appena Silvia e Ale me ne hanno parlato ho acconsentito con entusiasmo. Ok, non si tratta di andare alle Maldive o di esplorare il Britannic, ma un posto nuovo è sempre un posto nuovo &#8230; E così domenica mattina ci siamo ritrovati a Caldè. Obiettivo quello di &#8220;visitare&#8221; i relitti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=117&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;ero mai stato e appena Silvia e Ale me ne hanno parlato ho acconsentito con entusiasmo.<br />
Ok, non si tratta di andare alle Maldive o di esplorare il Britannic, ma un posto nuovo è sempre un posto nuovo &#8230;<br />
E così domenica mattina ci siamo ritrovati a Caldè.<br />
Obiettivo quello di &#8220;visitare&#8221; i relitti dei due barconi che si trovano in prossimità del porto.<br />
Il gruppo è abbastanza numeroso (siamo in 12) anche se nel conto ho incluso anche due &#8220;infiltrati&#8221; &#8230; Bruno e Ilaria, infatti, approfitteranno del pallone ma scenderanno in &#8230; apnea.<br />
C&#8217;è qualche cosa di fondamentalmente sbagliato in questo: io per scendere a 30 metri uso un pesantissimo bibo 12+12, con stagna e una discreta carrettata di altre carabattole, loro, belli tranquilli, scendono alla stessa profondità in pratica senza niente &#8230; bah, forse ho sbagliato sport &#8230; oppure loro sono matti !!! Scherzi a parte, è un pò che sono affascinato dal mondo dell&#8217;apnea e prima o poi ci farò un tentativo. Vedremo &#8230;</p>
<p>Tornando a quelli che respirano, per rendere più interessante la gita si era deciso di fare anche un semplice rilievo dei barconi, per addestramento/esperimento.<br />
Niente di complicato: qualche quota, le misure generali delle barche, l&#8217;orientamento e una &#8220;fotografia&#8221; mentale degli aspetti più caratteristici. Però sembra una cosa divertente, e comunque utile. Oltre agli aspetti manuali legati al reel e agli spool di misurazione c&#8217;è da far funzionare bene la squadra, assegnando un compito a ciascuno ma conservando la visone globale.<br />
Bastano quattro chiacchiere prima di terminare la vestizione e in breve, anche grazie al sano pragmatismo di Romano, l&#8217;indicazione di massima dei ruoli è fatta (e questo nonostante remassi contro: per carattere sono uno che spacca il capello in quattro. Dopo un pò mi guardavano tutti storto &#8230;).<br />
Saremo in due squadre, una per ogni &#8220;relitto&#8221;. Romano e Cristina &#8211; che conoscono bene il posto &#8211; ci guideranno ai relitti e poi inizieranno a scendere lungo quello più fondo, misurandone la larghezza. Io, Ale e Silvia posizioneremo una sagola da prua a poppa, sia per calcolare la lunghezza che per prendere l&#8217;orientamento complessivo. Fatto questo ritorneremo verso il centro del relitto misurandone la larghezza ad intervalli regolari fino a reincontrarci con gli altri</p>
<p>Fatti i controlli si scende e subito &#8230; non si vede nulla!</p>
<p>La visibilità è scarsa (1-2 metri max), dobbiamo stare vicini. E infatti all&#8217;improvviso ci troviamo separati quando Andrea, dell&#8217;altra squadra, chiama Ale e Silvia. Mi fermo, richiamo l&#8217;attenzione di Cristina e Romano davanti. In un attimo se ne accorgono e inziano a tornare. Il gruppo si ricompatta e proseguiamo. Bella lì, la comunicazione ha funzionato!<br />
Dopo poco arriviamo sul primo barcone. E&#8217; molto rovinato, ma si riconoscono parti del motore e l&#8217;asse dell&#8217;elica. Davide, che poi lo &#8220;esplorerà&#8221; meglio, riesce anche a leggere la scritta del produttore di quello che sembra essere un carburatore. Ahh, le piccole soddisfazioni!</p>
<p>Proseguiamo verso quote maggiori per poi  assestarci ai 30 metri e dopo qualche minuto di navigazione arriviamo al secondo barcone. C&#8217;è poca luce, ma la visibilità è molto migliore e possiamo apprezzare il relitto, una barca da trasporto tipica del lago ci dirà poi Romano, dalla caratteristica prua squadrata e con il pescaggio molto basso. Purtroppo una delle catene utilizzate per gli ancoraggi soprastanti cade di traverso sul relitto. E&#8217; probabile che l&#8217;azione combinata del peso e del movimento prima o poi danneggeranno le murate che per il momento, invece, sono ancora ben conservate.</p>
<p>Secondo i compiti che ci eravamo dati Ale fa la legatura sulla prua, nella parte più alta e iniziamo a scendere verso la poppa. Pochi metri e altra legatura. Segno la profondità (36.1) mentre Silvia fa il rilievo bussola. Poi iniziamo con lo spool a misurare la larghezza, più o meno ogni 3-4 metri. Misurata anche la lunghezza e sganciate le legature, Silvia riavvolge il reel e siamo pronti a ritornare.<br />
Ed ecco, la luce di Silvia si spegne. Mentre mette via la primaria scarica le passo la mia secondaria. La prende, la avvita &#8230; e non si accende. Mannaggia! Come è possibile, ho controllato le pile prima di immergermi! Nessun problema, ovviamente, prende la sua e siamo a posto ma sono davvero arrabbiato (eufemismo).<br />
Poco dopo anche la torcia di Ale si spegne e deve passare anche lui al backup: mi sa che con le batterie oggi non è giornata.<br />
Iniziamo la risalita in buon ordine. A 3 metri riprovo la torcia di backup: magicamente si riaccende!!! Bah &#8230; una bella controllatina è di rigore &#8230;</p>
<p>Dopo una 50ina di minuti di immersione siamo tutti fuori.</p>
<p>E poi, per concludere alla grande, un aperitivo (così così), un bel pranzo sostanzioso (polenta con salsiccia e gorgonzola, fate voi) e una mezza pennichella al sole.</p>
<p>Sono contento, è stato un tuffo insolito e divertente. La squadra ha funzionato, non ci sono stati veri problemi, tutti si sono divertiti (a parte le torce che ovviamente si sono prese una bella raffica di insulti)</p>
<p>Alla prossima &#8230;</p>
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		<title>Grotte francesi: il ritorno</title>
		<link>http://naramsim.wordpress.com/2008/09/17/grotte-francesi-il-ritorno/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[cave diving]]></category>

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		<description><![CDATA[Come spesso succede tutto nasce da un concorso di situazioni assolutamente casuale e inaspettato. Che le grotte ci fossero piaciute durante il corso va da sè, ma appena rientrato dalla Francia ho saputo che Romano e Cristina sarebbero andati a Cajarc per una settimana di vacanza, ho scoperto che Ale sarebbe stato ancora in ferie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=111&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come spesso succede tutto nasce da un concorso di situazioni assolutamente casuale e inaspettato.<br />
Che le grotte ci fossero piaciute durante il corso va da sè, ma appena rientrato dalla Francia ho saputo che Romano e Cristina sarebbero andati a Cajarc per una settimana di vacanza, ho scoperto che Ale sarebbe stato ancora in ferie in quel periodo e che anche io, nella mia condizione di assunto-ma-non-troppo, avrei potuto tranquillamente prendermi qualche giorno di ferie senza provocare il tracollo della mia azienda o qualche crisi internazionale &#8230;<br />
Pensa che ci ripensa, il piano si forma e con Ale decidiamo di pigliarci un Venerdì e un Lunedì e tornare in Francia, per battere il ferro finchè è caldo e soprattutto per vedere se davvero la cosa ci prende.</p>
<p>Detto fatto e &#8211; grazie ancora alla straordinaria disponibilità di Annibale &#8211; riusciamo a recuperare tutto l&#8217;armamentario necessario, ovvero 3 bibo a testa + un bibo di scorta per i travasi (che l&#8217;esperienza ci dirà poi del tutto inutile &#8230; ma tant&#8217;è). Si aggrega anche Elisa, ma lei ha già due bibo residenti in Francia e quindi alla fine avremo solo (??) 8 bibo in macchina!</p>
<p>Per andare, non volendo di nuovo approfittare della macchina di Ale &#8211; ancora in &#8220;convalescenza&#8221; dopo la terribile ordalia del viaggio per il corso &#8211; riesco a sfilare il CRV a mia moglie.<br />
Ci accordiamo: il mezzo dovrà essere restituito in perfette condizioni, senza un graffio.<br />
Ora, chi ha visto il veicolo in questione sa che barzelletta sia questa affermazione: mia moglie ha usato più volte la macchina per allargare il garage e non c&#8217;è lato che non abbia un ricordo di questi tentativi; quindi graffio più graffio meno!<br />
Quanto faccio notare questa cosa a mia moglie, ponendo l&#8217;accento sull&#8217;abilità nel parcheggiare sua ed in generale del sesso femminile, lei non mi risponde, si limita a guardarmi. E&#8217; quello sguardo che qualsiasi uomo sposato da un pò sa riconoscere &#8230; diciamo che cambio argomento e la sera preparo la macchina mettendo una serie di assi di legno sul pianale per non devastarlo troppo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il piano prevede la partenza di Giovedì sera appena Ale esce dal lavoro, il viaggio per tutta la notte, arrivo nel primo mattino a Cajarc, breve pennichella in macchina e 3/4 tuffi il Venerdì, per poi procedere con più calma nei due giorni successivi insieme a Romano e Christina. Lunedì mattina ultimo tuffo (doppio) e quindi rientro con arrivo nella nottata del Lunedì.<br />
Un discreto tour de force &#8230;</p>
<p>Ero curioso di valutare in quale stato saremmo arrivati Venerdì: tuffarsi da stanchi non è mai una buona idea. In realtà devo dire che, pur avendo guidato gran parte della notte (Ale mi ha sostiuito per gli ultimi 50 km, peraltro i più faticosi perchè di notte tardi e su stradine toruose) la mattina non mi sentivo per nulla stanco, anzi molto &#8220;carico&#8221; e energetico! Potenza delle grotte!<br />
L&#8217;unico lato negativo è che, preoccupato di non riuscire a dormire abbastanza, faccio tutto il viaggio piuttosto sparato, nonostante un forte temporale (che spettacolo, fulmini dovunque!) e la presenza di quelle fastidiose macchinette lungo le autostrade.<br />
Da vero #@!#@, due di loro mi immortalano. Speriamo che le multe prese in Francia non arrivino in Italia, se no sarà il viaggio più costoso della storia &#8230;</p>
<p>Alla fine, bene o male, ci ritroviamo a Ressel, pronti per il primo tuffo. La grotta la conosciamo bene, anzi, temendo di essere stanchi la avevamo scelta apposta perchè familiare e di facile accesso.<br />
Utilizziamo un D15, ma limitiamo la penetrazione per più motivi e alla fine inizieremo il ritorno al 20&#8242;. L&#8217;andata è molto lenta, stiamo cercando di fare delle fotografie di qualità accettabile. Usciamo più svelti, ma senza esagerare: la grotta è fantastica e voglio cercare di imprimermi ogni immagine nella mente.<br />
Appena usciti, mentre i mie due compagni rispondono al richiamo della natura, io me ne sto a mollo oziando a pancia all&#8217;aria. Il panorama in superficie del fiume Celè è davvero molto bello e rilassante. Siamo ormai fuori stagione e quindi non ne vediamo, ma ad Agosto parecchi turisti noleggiano canoe e fanno delle scampagnate nelle sue acque placide e tranquille.<br />
Trascorre una oretta e siamo pronti a fare un secondo tuffo. Questa volta niente macchina fotografica, andremo più svelti; non avendo cambiato le bombole però avremo meno gas per la penetrazione. Va bene così, questa volta mi concentro sul soffitto. In molte parti del percorso una fessura verticale accompagna il tunnel creando un curioso effetto ad arco. Arrivati alla T mi ricordo &#8230; proprio in quel punto avevamo simulato la perdita del compagno, con Elisa infilata nella spaccatura e nascosta da un parapetto di roccia. Danny (il perfido!) aveva scelto un posto davvero perfetto. Mi rendo conto di come sia stato fortunato nel ritrovare Elisa subito &#8230;<br />
Altra stupenda immersione e fuori, dobbiamo andare a ricaricare: il giorno dopo arrivano Cristina e Romano e vogliamo avere tutto pronto per immergerci con loro!</p>
<p>La carica è una discreta seccatura: si trova a una 50 di km di distanza, che su quelle strade tortuose significa circa un&#8217;oretta. Sono molto veloci e caricano ad alta pressione, ma si fanno pagare assai: diciamo che un D12 in EAN32 costa circa 2,5 volte che in Italia &#8230; non oso pensare all&#8217;Elio!<br />
Logisticamente però il centro ricarica è piuttosto vicino ad altre grotte e quindi andiamo a fare il terzo tuffo a St Georges: sulla via del ritorno ci fermeremo a caricare tutto.</p>
<p>Non avevo apprezzato St Georges durante il corso, sia per qualche &#8220;strafalcione&#8221; di troppo sia perchè ci eravamo limitati alla sola parte discendente. Invece, superato il primo pezzo che è molto largo ma relativamente stretto la grotta inizia a risalire e si allarga enormemente. Le torce non riescono ad illuminare il soffitto e talvolta neppure l&#8217;altra parete! La visibilità non è eccezionale e tuttavia apprezzo molto questa grotta, più cupa di Ressel ma altrettanto intrigante.<br />
L&#8217;unica problema è che, avendo un ingresso che scende rapidamente fino ai 30 metri per poi risalire, i tempi sono stretti ed infatti facciamo poco più di 10&#8242; prima di prendere la via del ritorno. In compenso durante la decompressione possiamo ammirare con calma la parte ripida della grotta ricca di pietre di ogni forma e dimensione.</p>
<p>Dopo aver caricato torniamo a Cajarc per dormire. E&#8217; stata una giornata intensa ma onestamente non mi sento stanco. Però, appena entrato nel letto del Mulino, mi spengo &#8230;</p>
<p>Al mattino ci ritroviamo con gli altri (arrivati la sera prima) e possiamo prepararci per un secondo tuffo a Ressel. Per Romano e Cristina è al prima volta in Francia, ovvero in grotte del tutto diverse &#8211; mi dicono &#8211; da quelle messicane. Ci dividiamo in due squadre e complice il D15 questa volta la penetrazione è di 27 minuti. Arriviamo alla fine del tratto superiore sx in un grande stanzone da cui il tunnel prosegue in basso e si ricongiunge con quello dx. Bello, molto bello. La stanza è quasi circolare, come se fosse il cestello di una lavatrice.<br />
In realtà tutto il tratto a sinistra è spettacolare alternando pareti scavate a cucchiaiate con lastre e spigoli vivi.&nbsp; La roccia è chiara e riflette molto la luce delle torce: complice la visibilita molto buona questa è finora la migliore immersione fatta.<br />
Al rientro, Romano e Cristina ci stanno aspettando in superficie. La loro immersione è stata più breve e sono infreddoliti. Inziano subito la seconda mentre noi ci riposiamo. Poi è il nostro turno: nuova immersione e nuovi dettagli. Sembrerà curioso rifare la stessa immersione due volte o anche quattro volte nell&#8217;arco di una giornata. In realtà ci sono talmente tanti punti interessanti che non mi annoio mai, anche se in genere le seconde immersioni sono più brevi e ripassano lo stesso tratto di grotta.</p>
<p>Si torna la Mulino per il pranzo. Speravamo anche di riuscire a fare un tuffo con il Mara, anche lui al Mulino a conclusione dei suoi corsi. Un piccolo &#8220;disguido&#8221; al centro di ricarica però rende la cosa impossibile e il &#8220;secondo uomo più bello del mondo&#8221; (la definizione NON E&#8217; MIA &#8230;) si limita &#8211; per modo di dire &#8211; a portarci a Landenouse, teatro delle nostre due successive immersioni.</p>
<p>L&#8217;accesso alla grotta è complicatuccio! Per arrivarci infatti occorre calare l&#8217;attrezzatura dentro una specie di stanzone verticale di pochi metri quadri e profondo 7 metri, quindi scendere e indossare l&#8217;attrezzatura in acqua. Sorvolo su quello che c&#8217;è nella pozza sul fondo: l&#8217;aqua è pulita, ma se ci cadi dentro non ne esci più &#8230;<br />
Grazie ai potenti mezzi tecnologici messi a disposizione da Romano (corda e carrucole) e alla forza delle nostre braccia rubate all&#8217;agricoltura l&#8217;operazione viene svolta senza problemi, anche se abbastanza lentamente. Pace, siamo in vacanza e va bene così.<br />
Faccio una fatica tremenda a indossare l&#8217;attrezzaura in acqua, ma alla fine siamo pronti e si parte.</p>
<p>Ragazzi, che grotta! Ci si infila in un buco strettino e si passa in una prima camera profonda 6 metri circa, e qundi attraverso alcune altre strettoie si arriva al fondo della parte ripida, a circa 12 metri. L&#8217;effetto buco del lavandino come la chiama Romano c&#8217;è tutto &#8230; Da li però la grotta risale su un fondo di argilla (guardare e non toccare se si vuole evitare di rovinare una visibilità da URLO), si allarga e inizia a srotolarsi sinuosa come un gigantesco serpente.<br />
Destra, sinistra e così via in continuazione, con ampi stanzoni e percorsi ondulati a contorno. Davvero difficile dire quanto è bella questa grotta e quanto affascinate sia il percorso. Per strada troviamo &#8211; Andrea ce lo aveva anticipato &#8211; una curiosa roccia triangolare che spunta dal fondo a sassolini. E&#8217; levigata e secondo me non solo dalle acque. La tentazone di un&#8221;pull-and-glide&#8221; è fortissima &#8230;</p>
<p>Al 17&#8242; si inzia il ritorno e tra deco e tutto siamo fuori al 40&#8242;. Pausa e di nuovo via. La grotta è enorme e le luci non riescono a illuminarla tutta. Il soffitto è pieno di sacche e bolle d&#8217;aria, alcune anche molto grandi. All&#8217;inizio della parte in risalita, ad esempio, un enorme canalone risale in verticale. Non lo seguo se non con la torcia, ma non posso non domandarmi dove porti &#8230;<br />
Illuminando il soffitto, l&#8217;effetto mercurio delle bolle d&#8217;aria crea dei riflessi spettacolari, come dei raggi solari &#8220;fantasma&#8221; , delle striature di luce incredibili contro lo sfondo scuro delle pareti.<br />
Un&#8217;altra trentina di minuti e siamo fuori. Adesso inizia il bello. Perchè se calare l&#8217;attrezzatura è complicato, issarla lo è moolto di più. Comunque ce la facciamo e a detta di tutti, ne valeva la pena!</p>
<p>Il tempo non è gran che, la prevista grigliata si rimanda la giorno dopo e procediamo alla ricerca di un posto dove mangiare. Si uniscono a noi Chris e Mara e la serata vola. E, tra l&#8217;altro, mangiamo anche decentemente &#8230;</p>
<p>Domenica, giornata da turisti. Faremo due tuffi a Cabouy poi una vista in relax a Rocamadour, una specie di paesino/castello/monastero abbarbicato su uno strapiombo. A Cabouy c&#8217;è il Mara, che sta facendo un tuffo insieme a Chris e a due amici tedeschi. Li vediamo partire mentre noi stiamo uscendo e fanno una notevole impressione, con scooter, stage e tutti gli ammenicoli necessari per fare una tranqulla immersione (tranquilla per loro, naturalmente: si parla di qualche km &#8230;)</p>
<p>Cabouy è una bella grotta, anche questa con una discesa ripida, bassa e larga e poi una grande spazio che risale lentamente.&nbsp; In questa grotta è molto appariscente il lavoro della corrente: le rocce sono scolpite e lisciate in forme curve che immagino siano dovute ai vortici che trascinano i ciottoli del fondo. Nel corso me la ricordavo più stretta e scomoda, in realtà invece è larga e spaziosa, perfetta per i D15 e per lo scooter (quando e se mai ci arriverò &#8230;)<br />
Abbiamo però indosso un D12 e quindi chiamiamo l&#8217;immersione al 10&#8242;, mentre Romano e Cristina continuano per qualche minuto.<br />
Il secondo tuffo lo facciamo tutti insieme: la grotta è larga, non ci ostacoliamo, anzi la visibilità migliora con 5 torce.<br />
Rimpiango di non saper fotografare o filmare: l&#8217;effetto delle luci in questi ambienti spettacolari è così bello che mi piacerebbe &#8220;portarlo a casa&#8221; e farlo rivivere agli altri.</p>
<p>Usciti ci si riveste e passiamo il pomeriggio a fare i turisti. Poi è il momento della grigliata &#8230; e vai con la panza!!<br />
Complimenti a Cristina per i piatti di accompagnamento e al duo Romano-Elisa come cuochi/fuochisti. Riconoscendo la mia totale incompetenza in attività legate al cucinare mi dedico a far giocare il cane del Mulino. Però poco dopo dimostro quale è il mio ramo di eccellenza&#8230; mangiare!! Difficile battermi in questo &#8230;</p>
<p>Ultimo giorno e ultimi due tuffi a Landenouse, grotta sempre più straordinaria e che non mi stancherei mai di rifare.<br />
Poi si impacchetta tutto, salutiamo Romano e Christina che si fermano ancora qualche giorno.<br />
Il viaggio di ritorno è tranquillo complice il Lunedì e verso le 23:00 siamo a Milano. Noi si sbaracca mentre Elisa carica velocemente la macchina e si avvia verso il suo ultimo tratto di strada.</p>
<p>Bell&#8217;esperienza, devo dire e ancora più interessante perchè replicabile. Tutto sommato non è imfatti impossibile &#8211; aggiungendo anche solo un giorno ad un WE &#8211; andare, tornare e fare un pò di tuffi da leccarsi i baffi. Ne riparliamo più avanti, con la bella stagione &#8230;</p>
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		<title>Un KT da urlo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 10:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIR]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente un pò di ferro! Era da un pò che non facevo immersioni su relitto, complice il corso Cave e la lunga serie di allenamenti fatti per prepararmi. E poi questo relitto lo avevamo pianificato altre volte, ma era sempre saltato per le condizioni del mare. Quest&#8217;anno, decisamente, il tempo non ci ha aiutato. Comunque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=109&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un pò di ferro!<br />
Era da un pò che non facevo immersioni su relitto, complice il corso Cave e la lunga serie di allenamenti fatti per prepararmi. E poi questo relitto lo avevamo pianificato altre volte, ma era sempre saltato per le condizioni del mare. Quest&#8217;anno, decisamente, il tempo non ci ha aiutato.<br />
Comunque ora ci siamo: caricata l&#8217;attrezzatura salto in macchina in un orario antelucano e raggiungo &#8230; il Conbipel, ovvero il parcheggio lungo la tangenziale dove ho appuntamento con Andrea.<br />
Dopo un breve tira e molla su quale macchina usare ala fine, come al solito, travasiamo tutto su quella di Andrea. Non è che la mia macchina sia piccola, è lui che è &#8230; lungo! Che ci posso fare?<br />
Partiamo e dopo un viaggio tranquillo e senza imprevisti arriviamo al porto di Sestri poco prima delle 9, in ritardo, ma neanche troppo &#8230;<br />
Trovato il parcheggio iniziamo a scaricare e in breve tempo sulla banchina si ammucchia una quantità impressionante di attrezzature. Effettivamente siamo in tanti (10) e tutti con due stage.<br />
Anzi ci sarebbe dovuto essere anche Davide. Il bidonaro però ci abbandona, preferendo una bella mattinata di sonno!! Ahahaha, non sa quello che che si perderà &#8230;<br />
Saltiamo sulla barca di Marietto, e via.<br />
Mare tranquillo e in pochi minuti siamo sul punto di immersione. In superficie c&#8217;è una leggera corrente, per il resto condizioni ideali.<br />
Ci prepariamo e dopo poco siamo in acqua per i controlli preimmersione.<br />
Il piano prevede 30 minuti di fondo ad una quota media di 54 metri utilizzando un D15 in 18/45, EAN50 e Ossigeno. PO2 sul fondo bassa (la max profondità è 60 m), deco ragionevole ed anche un pò di esercizio: perfetto.</p>
<p>Controlli, GUEEDGE, e via, si scende.</p>
<p>Si vede subito che la visibilità è molto buona, ma non mi faccio illusioni: il KT è notorio per essere avvolto nella nebbia a partire dal castelletto, complice il fondo sabbioso.<br />
La discesa è relativamente lenta e con Andrea dobbiamo ogni tanto aspettarci l&#8217;un l&#8217;altro: ci impiego un attimo a riprendere confidenza con il D15 e con le due decompressive. Tra l&#8217;altro, per necessità utilizzo una 7lt per l&#8217;ossigeno e quindi l&#8217;assetto risulta un pò appruato &#8230; </p>
<p>Sui 35 metri appare il castelletto con l&#8217;albero triangolare e mi rendo conto che sotto si intravede la struttura della nave. Continuando la discesa mi rendo conto che la visibilità è davvero notevole e si riesce ad avere un colpo d&#8217;occhio quasi completo di questo magnifico relitto.<br />
In 3&#8242; siamo sulla coperta,&nbsp; e iniziamo a percorrere la fiancata sinistra del relitto, muovendoci lentamente e scendendo progressivamente. Le due deco sono ben bilanciate e non sono particolarmente di ostacolo al movimento orizzontale.<br />
La fiancata è ricoperta di vita e molto piacevole da percorrere. Dopo poco Romano trova una aguglia catturata da una lenza e la libera. Temo che non servirà: è molto poco reattiva e lentamente sprofonda sotto la chiglia &#8230;</p>
<p>Proseguiamo verso la poppa che è letteralmente coperta di reti. Risaliamo all&#8217;altezza della coperta e qui Andrea inzia a dare segni di eccitazione: ha intravisto le antenne enormi di un astice infilato sotto il pavimento. E&#8217; enorme, lungo come un avambraccio e con antenne che alla radice sono larghe come un dito. Una è spezzata, magari qualcuno voleva farci una pastasciutta! Sono sicuro che il pensiero passa per la mente anche ad Andrea, lo si vede dallo sguardo &#8230;</p>
<p>Ma in realtà l&#8217;intero relitto è avvolto di vita, compreso un folto gruppo di dentici belli grossi, che passando davanti alle luci si illuminano come scaglie di argento.</p>
<p>Sul fianco sinistro passiamo in un corridoio abbastanza agevole e passiamo accanto alla plancia. La visibilità è ottima, si riece a vedere nitidamente l&#8217;interno della plancia e&nbsp; il corridoio opposto! Arrivati in prua scavalchiamo la murata e scendiamo lungo il tagliamare affilato, voltandoci per avere una visione complessiva del relitto. Spettacolare lo sguardo di insieme, con le ancore ancora al loro posto.<br />
Poi torniamo sulla coperta e mi infilo abbastanza agevolmente &#8211; nonostante le decompressive &#8211; nel locale sotto la plancia, ora casa di un buon numero di aragoste e pieno di dettagli interessanti. La penetrazione è limitatissima e completamente alla luce; inoltre come ogni buon buddy Andrea mi attende all&#8217;uscita &#8230;<br />
Saliamo poi sulla piccola torretta prodiera delle mitragliatrici mentre Romano ci segnala che inizia la risalita.<br />
Poco dopo anche per noi si è fatto &#8220;tardi&#8221; e al 30&#8242; stacchiamo risalendo in prossimità del pedagno.</p>
<p>Devo dire che inizialmente, data le dimensioni relativamente limitate del relitto, pensavo che avrei fatto il giro due volte. In realtà il tempo è volato, ma credo che la visibilità davvero straordinaria abbia consentito di sfruttare meglio la permanenza, lasciando spazio sia i dettagli che alle visoni di insieme e alla fine &#8230; sarei rimasto ancora sotto!</p>
<p>Proprio mentre faccio queste considerazioni, in un turbinio di bolle appare un gruppo di sub e ci spostiamo per lasciargli scendere. Li vedremo risalire lungo la cima poco dopo, mentre stiamo ancora facendo la deco: quella che si chiama una immersione mordi e fuggi &#8230;</p>
<p>Noi arriviamo al primo cambio gas e poi al secondo. Un ciclo di ossigeno, poi si torna al back gas per l&#8217;ultimo pezzo e per fare un pò di pulizia.</p>
<p>Appena fuori le solite chiacchere da pescatori su chi ha visto di più mentre Marietto ci riporta in porto.</p>
<p>Insomma una bella immersione, complice una visibilità perfetta, un bel gruppo di amici e una giornata tranquilla: cosa volere di più? Beh, ovviamente da mangiare!!! E infatti terminiamo la giornata al ristorante, prima di risalire in macchina e rientrare.</p>
<p>Grazie a tutti!</p>
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		<title>Corso CAVE 1 &#8211; Cajarc, Francia</title>
		<link>http://naramsim.wordpress.com/2008/08/26/corso-cave-1-cajarc-francia/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 09:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[cave diving]]></category>
		<category><![CDATA[DIR]]></category>
		<category><![CDATA[Report immersioni]]></category>
		<category><![CDATA[grotte]]></category>
		<category><![CDATA[Lot]]></category>
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		<description><![CDATA[Alessandro, Andrea ed Elisa &#8211; 17 Agosto 2008 Da quando ho iniziato ad andare in acqua, ho sempre avuto attrazione e curiosità verso il mondo delle immersioni in grotta. Attrazione ma anche una certa ansietà: non ero per nulla sicuro che mi sarei sentito a mio agio in un ambiente chiuso, buio, tortuoso e con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=61&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:right;">Alessandro, Andrea ed Elisa &#8211; 17 Agosto 2008</h3>
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignright" style="width: 320px"><img class="size-full wp-image-82" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/001.jpg?w=450" alt="Interno di Ressel"   /><p class="wp-caption-text">Interno di Ressel</p></div>
<p>Da quando ho iniziato ad andare in acqua, ho sempre avuto attrazione e curiosità verso il mondo delle immersioni in grotta.</p>
<p>Attrazione ma anche una certa ansietà: non ero per nulla sicuro che mi sarei sentito a mio agio in un ambiente chiuso, buio, tortuoso e con passaggi stretti. Era quindi un po&#8217; che palleggiavo queste due opposte sensazioni e alla fine mi sono detto: faccio il corso, provo in sicurezza costruendo gli skill necessari e poi decido. Se non mi &#8220;piace&#8221;, nessun problema: continuerò ad immergermi normalmente su pareti, secche e relitti. Se invece mi piace, mi dicono, potrei essere catturato per la vita &#8230;</p>
<p>Lanciato il sasso, non potevo più nascondere la mano e con un effetto valanga mi sono ritrovato alle soglie della data di partenza. Nel frattempo la valanga aveva anche investito Alessandro e con Elisa abbiamo costituito la squadra del Cave 1 del 17 Agosto tenuto da Danny Riordan</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/002.jpg?w=450" alt=""   />Durante le settimane precedenti al corso aumentiamo le immersioni di allenamento e la preparazione fisica, per cercare di arrivare al corso al meglio mentre un fitto scambio di mail ci aiuta a impostare la logistica. Il corso si tiene in Francia, in una zona abbastanza sperduta e parecchio lontana ma centrale per raggiungere alcune tra le più belle grotte europee.</p>
<p>Ora, io non ho mai prestato molta attenzione ai discorsi di sfortuna e scaramanzia, ma effettivamente c&#8217;è da domandarsi se  non sarebbe stato utile fare prima una immersione nelle acque di &#8230; Lourdes! La preparazione di questa &#8220;avventura&#8221; è, infatti, costellata da tanti piccoli incidenti, culminati da una tempesta di grandine giusto prima di Ferragosto, che spacca uno specchietto alla macchina di Alessandro e mette a rischio tutto. Però Alessandro riesce a far riparare la macchina a tempo di record e alla fine ci troviamo in viaggio.</p>
<div id="attachment_86" class="wp-caption alignright" style="width: 184px"><img class="size-full wp-image-86" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/003.jpg?w=450" alt="Per non perdersi ..."   /><p class="wp-caption-text">Per non perdersi ...</p></div>
<p>Partiamo da Milano verso le 9, con la macchina stracarica (e per fortuna che due bibo li portano prima per noi, altrimenti esplodevamo &#8230; grazie Mara !) Secondo le nostre stime saremmo dovuti arrivare per cena. Complice il ritardo iniziale e le colonne a ogni &#8220;gare de peage&#8221; francese &#8211; e ce ne sono un sacco, accidenti &#8211; arriviamo in zona che è già notte da un pezzo! L&#8217;ultimo tratto si percorre su strade di campagna, asfaltate e ben tenute ma strette, tortuose e che la stanchezza rende un po inquietanti. Ale supera un camion del latte francese e questo inizia a &#8220;inseguirci&#8221;, come all&#8217;inizio di ogni film del terrore che si rispetti &#8230; Alla fine arriviamo (o meglio, se Mara non fosse venuto ad indicarci la svolta finale, secondo me eravamo ancora là a cercare&#8230;) e ci scaraventiamo nelle stanze a dormire.</p>
<div id="attachment_87" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-87" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/004.jpg?w=128&#038;h=83" alt="Il mulino" width="128" height="83" /><p class="wp-caption-text">Il mulino</p></div>
<p>Siamo alloggiati al Mulino di Lantouy, un gruppo di casette che costituivano un antico mulino. Il posto è molto bello, circondato dal verde e silenziosissimo. Ogni villino ha una stanza comune dove si cucina, si mangia e si socializza, stupendamente privo di televisione! Fantastico!</p>
<p>Complessivamente, il posto perfetto per una perfetta vacanza in relax con la famiglia.</p>
<p>Peccato che noi non siamo lì per rilassarci &#8230; ma questo lo capiremo solo dopo&#8230;</p>
<div id="attachment_88" class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-88" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/005.jpg?w=128&#038;h=83" alt="Patrick e Serge" width="128" height="83" /><p class="wp-caption-text">La villetta</p></div>
<p>Il mattino della domenica ci alziamo e conosciamo i nostri coinquilini, Jan, Serge e Patrick. Sono tre ragazzi olandesi, anche loro in Francia per un corso Cave 1 con Chris. Sono organizzatissimi e hanno una dispensa da far paura: durante la settimana cucineranno tutte le sere qualcosa di diverso mentre noi &#8211; se mangiamo -sembriamo degli sfollati che vivono a scatolette e piatti pronti. Sulla cucina Olanda batte Italia 3-0 (diciamo 3-1: Elisa una sera ci prova a cucinare una pasta, ma la distanza è comunque netta e il mio orgoglio nazional-culinario ne risulta visibilmente umiliato). Sono simpatici, anche se inizialmente un po sulle loro, e sembrano molto pronti per il corso.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-90" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/006.jpg?w=450" alt=""   />Al pomeriggio incontriamo Danny, il nostro istruttore. Appare molto gentile, affabile e rilassato. Iniziamo con le presentazioni, quattro chiacchiere dintroduzione e via alla prova di nuoto. Confesso che la temevo, sia perché non nuotando spesso non so valutare la mia capacità di resistenza, sia per il freddo delle acque del fiume. In realtà va bene, siamo dentro gli standard e anche dentro i tempi che Danny preferiva. La prova di apnea va pure bene, anche se, a causa della visibilità, non riesco ad andare dritto e mi ritrovo sostanzialmente a girare in tondo. La prossima volta, mi dico, meglio usare la maschera &#8230;</p>
<p>Tornati al villino, si attacca con la teoria (pianificazione della scorta di gas) e con le legature. Gli esercizi a secco li facciamo in giardino e gli altri ospiti ci guardano perplessi mentre tiriamo fili dappertutto, seguendoli in fila indiana mentre Denny ci spiega i vari aspetti della cosa. Tutto chiaro, anche per noi che non conosciamo nulla di questo (Elisa aveva già visto le sagolature durante il Tech 1). Sembra tutto facile e per la prima giornata basta, tutti a nanna, domani si va in grotta!</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-91" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/007.jpg?w=450" alt=""   />Il giorno successivo, infatti, ci ritroviamo in prossimità della grotta di Ressel, una cavità molto nota e di particolare bellezza. La prima immersione è una &#8220;demo dive&#8221;, in cui cioè non dovremo fare altro che guardarci intorno, divertirci e godercela.</p>
<p>Sembra facile ma il livello di tensione è già abbastanza alto.</p>
<p>Prima della immersione, infatti, nelle acque antistanti l&#8217;ingresso della grotta dobbiamo fare un valve drill ed un safety drill, esattamente in questo ordine. Il motivo è chiaro, il messaggio è recepito. E, infatti, in acqua iniziamo giusto con un bel &#8230; safety drill (fatto anche malaccio data la visibilità bassissima)!!! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> ((</p>
<p>Daniel interrompe e ci fa riemergere, quindi ci cazzia con garbo ma con chiarezza: sott&#8217;acqua dobbiamo PENSARE, non farci portare dal resto della squadra oppure dimenticare il contesto.<br />
Questo sarà il let-motiv del corso &#8230;</p>
<p>Ma andiamo con ordine: dopo questo pasticcio iniziale facciamo i nostri esercizi, questa volta nella sequenza corretta. Emergiamo e Danny elenca i vari difetti di esecuzione e le cose su cui lavorare. E&#8217; molto preciso e suggerisce vari ritocchi sia alle attrezzature sia al comportamento. Quindi si parte per la grotta.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-92" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/008.jpg?w=450" alt=""   />La visibilità migliora man mano che si scende (l&#8217;entrata della grotta è intorno ai 6-7 metri, e la profondità massima nelle zone che faremo noi non supera i 12 metri. Ressel però è una grotta molto lunga e raggiunge profondità importanti nel suo sviluppo)<br />
Appare l&#8217;ingresso, un buco stretto ma sufficiente per passare senza troppa fatica.</p>
<p>Seguo Danny e in un attimo sono, per la prima volta, dentro una vera grotta (in realtà tecnicamente sarebbe ancora una caverna, dato che voltandosi si vede la luce del giorno, ma non sottilizziamo &#8230;) L&#8217;impressione è &#8230; fantastica. L&#8217;acqua, uscendo con forza nella stagione invernale ha scavato solchi sulle pareti che sembrano scolpiti, mentre le rocce calcaree che nella zona si spaccano in lastre piatte e sottili creano una infinità di lame, tavole, fessure frastagliate e taglienti oppure sono levigate, tondeggianti oppure dall&#8217;apparenza burrosa e morbida, scavate a tratti  come a cucchiaiate. Una incredibile varietà di forme create dal capriccioso gioco delle correnti, uno spettacolo da togliere il fiato.</p>
<div id="attachment_93" class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-93" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/009.jpg?w=128&#038;h=90" alt="La cima di ingresso in superficie" width="128" height="90" /><p class="wp-caption-text">La cima di ingresso </p></div>
<p>Procediamo lentamente e per questa immersione usciamo senza nemmeno arrivare al primo restringimento. Tutto facile, semplice e divertente. Denny però aveva chiesto di memorizzare i punti notevoli incontrati durante la progressione lungo la mainline e qui mi accorgo come questo sia difficile. La scarsità di informazioni che riesco a tenere a mente durante la navigazione della grotta è la mia maggiore difficoltà e mi perseguiterà per tutto il corso. Sembra una cosa irrilevante, ma in realtà è fondamentale in tutte le situazioni di emergenza. La stessa cosa è richiesta nel Tec1 e infatti Elisa è fenomenale nel ricostruire il percorso durante i debrief.</p>
<div id="attachment_94" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-94" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/010.jpg?w=450" alt="Elisa e Ale"   /><p class="wp-caption-text">Elisa e Ale</p></div>
<p>Ahh, i debrief &#8230; di solito in acqua (se non fa troppo freddo) e molto dettagliati, ricostruendo passo passo ogni azione fatta. Danny individua gli errori, ce ne chiede il motivo, propone le alternative e ne spiega le ragioni a supporto. E&#8217; un processo lungo, anche perché discutiamo parecchio nel team e questa verbosità, (un fatto culturale?) ce la portiamo anche in acqua. Comunichiamo tanto, troppo, e spesso in modo confuso. In grotta la comunicazione deve essere semplice, essenziale, chiara e veloce. Durante il corso però miglioreremo, almeno in parte&#8230;<br />
Nella seconda immersione sono io il &#8220;capitano&#8221;, ho la responsabilità del reel e del collegamento alla linea principale. Sono il primo ad entrare e questa è una sensazione adrenalinica, come raramente ne capitano nella subacquea.</p>
<p>Penso che l&#8217;immagine mentale dell&#8217;ingresso nella grotta rimarrà a lungo scolpita nella mia mente.</p>
<p>L&#8217;andata è bellissima, spesa guardando gli effetti di luce che la luce delle torce disegna nella grotta quando si riflette sulle bolle d&#8217;aria che sono intrappolate nel soffitto &#8230;</p>
<p>Il ritorno, invece, è da incubo.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-95" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/011.jpg?w=450" alt=""   />Sul ritorno, infatti Danny si scatena, e così farà in tutte le immersioni; di norma abbiamo un drill principale, spiegato in precedenza durante la teoria o durante il debrief. Ma prima e dopo questo esercizio può capitare di tutto, dalla perdita di gas da un rubinetto, al malfunzionamento di una primaria, seguita dalla rottura anche della secondaria, ecc.<br />
E naturalmente, in ognuno di questi casi dobbiamo reagire &#8211; come squadra &#8211; nel modo appropriato. Se non lo facciamo Danny causa un altro problema che ci dimostra, nel modo più pesante ma proprio per questo chiaro e incisivo, cosa avremmo dovuto fare.</p>
<p>Immersione dopo immersione (e catastrofe dopo catastrofe) , capiamo come uscire dalla grotta in condivisione d&#8217;aria in zero visibilità, come ricercare la linea sempre in zero visibilità se ce ne si allontana, come risolvere un problema al sistema degli erogatori, ecc.</p>
<div id="attachment_96" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-96" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/012.jpg?w=128&#038;h=85" alt="L'ingresso di St Georges" width="128" height="85" /><p class="wp-caption-text">Ingresso di St Georges</p></div>
<p>Ci immergiamo più volte a Ressel, ma anche in due altre grotte, St Georges e Cabouy.</p>
<p>Sono molto diverse da Ressel e in parte si somigliano. Sono più strette, con un andamento più ripido e una profondità maggiore.</p>
<p>St George è particolarmente bassa all&#8217;inizio, ma giunti ai 30 metri si apre risalendo e diventa enorme. Le pareti non sono spettacolari come Ressel ma sul fondo ci sono un gran numero di rocce levigate di colore chiaro che formano un tappeto davvero bello a vedersi. A mio modo di vedere, ognuna delle tre grotte ha il suo fascino e tutte mi sono piaciute (almeno, come già detto, nel tratto di andata &#8230;)</p>
<div id="attachment_97" class="wp-caption alignright" style="width: 131px"><img class="size-thumbnail wp-image-97" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/013.jpg?w=121&#038;h=96" alt="L'ingresso di Cabouy" width="121" height="96" /><p class="wp-caption-text">Ingresso di Cabouy</p></div>
<p>Nel laghetto davanti a Cabouy (dove vive, secondo Danny, una famiglia di serpenti d&#8217;acqua dolce che (s)fortunatamente non vediamo !) facciamo alcuni esercizi in acque libere.</p>
<p>Una prova è interessante: un membro della squadra, senza maschera e ad occhi chiusi, al via dell&#8217;istruttore si toglie l&#8217;erogatore e, seguendo la cima, va a prendere (ahem, strappare &#8230;) il primario del compagno che aspetta ad una decina di metri di distanza</p>
<p>Rimanendo entrambe ad occhi chiusi si fa la condivisione di gas, ci si gira e si esce restando lungo la cima. Questo esercizio simula una situazione di OOG in zero visibilità ed è perfetto tra l&#8217;altro per capire l&#8217;importanza della concentrazione e della capacità di conservare la visone generale delle cose.</p>
<p>La parte di apnea sembra facile e la sottovaluto un pò. Prendo poca aria e arrivo sul compagno abbastanza &#8220;tirato&#8221; &#8230; non è cosÂ facile come sembra, ma ci sono arrivato.</p>
<p>Ma il disastro è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-98" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/014.jpg?w=128&#038;h=84" alt="" width="128" height="84" />E, infatti, tirato nell&#8217;apnea, prendo l&#8217;erogatore con la mano sbagliata, lasciando la linea! E&#8217; una cosa da non fare MAI e per la quale Danny era stato chiarissimo! Dopo un attimo me ne accorgo, ma ormai è tardi. In condizione di vera emergenza questo sarebbe potuto essere un grave problema. Mi arrabbio molto, troppo e naturalmente mi de-focalizzo, e quindi zac, un altro errore: durante la condivisione non metto via l&#8217;erogatore che non uso più. Naturalmente, durante l&#8217;uscita ad occhi chiusi, l&#8217;erogatore penzoloni mi impiccia e in condizione reale sarebbe stato un altro grave pericolo. Insomma un vero disastro. Esco dall&#8217;acqua molto demoralizzato.</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-99" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/015.jpg?w=128&#038;h=95" alt="" width="128" height="95" /><p class="wp-caption-text">Alessandro</p></div>
<p>Anche nelle immersioni precedenti c&#8217;erano stati altri errori e onestamente la mia impressione è che non sarò all&#8217;altezza della cosa. Però ci sono ancora due giorni: devo cercare di concentrarmi, dare il massimo e usare la testa, migliorando sia singolarmente che come team. Ed effettivamente nelle ultime immersioni un progresso si vede, la comunicazione si fa più chiara, la risposta alle emergenze è veloce e accettabile e ricomincio a sperarci.</p>
<p>L&#8217;ultimo tuffo &#8211; a Ressel &#8211; è ben lontano dall&#8217;essere perfetto; però sono tornato ugualmente contento: molte cose mi sono più chiare e come per il Fundamentals mi sembra di avere ora uno &#8220;schema&#8221; su cui lavorare per migliorare.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-101" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/0161.jpg?w=450" alt=""   />Ultima sessione di teoria ed esame finale. Mentre stiamo per iniziare, incontriamo Chris il quale ci sorride e ci dice che l&#8217;esame sarà facile: la parte difficile, dice, la avete già fatta.</p>
<p>Non sono molto sicuro di credergli, ma effettivamente l&#8217;esame si rivela un dettagliato (80 domande!) riassunto di tutto quello che abbiamo visto durante il corso, un utile strumento per obbligarci a ordinare e precisare la grande quantità dinformazioni ricevute e mettere, per così dire, i puntini sulle &#8220;i&#8221;.</p>
<p>Alla fine Danny ci chiede una nostra valutazione del come siamo andati, dei nostri punti di forza e delle nostre debolezze. Poi ci comunica, sorridendo un pò sornione, che secondo lui siamo in grado di fare immersioni in grotta a livello Cave 1 senza ulteriore supervisione: siamo tutti passati!</p>
<p>Ci mette qualche restrizione sulle prime immersioni, che interpreto come uno stimolo per farne parecchie e in grotta. E&#8217; quello che, secondo lui, più ci manca.</p>
<div id="attachment_102" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><img class="size-full wp-image-102" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/017.jpg?w=450" alt="Andrea e Ale"   /><p class="wp-caption-text">Andrea e Ale</p></div>
<p>Tirando le somme, come è stato questo corso?</p>
<p>Intenso, forse meno faticoso fisicamente di quanto mi aspettassi ma molto, molto &#8220;robusto&#8221; sotto l&#8217;aspetto della tensione. E molto, molto formativo. Esco dal corso non solo con delle &#8220;nozioni&#8221; in più ma soprattutto con l&#8217;idea di dove lavorare (consapevolezza e memoria, comunicazione e team, ad esempio). Un risultato/valore per me eccellente.</p>
<p>Ahh, tornando al punto iniziale e forse fondamentale: quanto sono belle le grotte?</p>
<p>Beh, rispondo dicendo solo che sto già pensando su come tornare nella Valle del Lot&#8230; fate voi <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ciao</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
<p><em><span>PS: Le nostre foto di Ressel, fatte nella prima immersione da brevettati, non sono venute esattamente perfette (sottile eufemismo&#8230;); provo allora a far capire quello che intendo mostrando una foto di JP Bresser (che ringrazio). </span>Potete vederne altre nella sua <a href="http://www.boathouse.nu/photo/ressel2008/" target="_new">gallery</a>, oppure nel sito <a href="http://www.jpbresser.tv/">JPBresser.tv </a></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-103 aligncenter" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/100.jpg?w=450&#038;h=312" alt="" width="450" height="312" /></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/naramsim.wordpress.com/61/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/naramsim.wordpress.com/61/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/naramsim.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/naramsim.wordpress.com/61/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=61&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">naramsim</media:title>
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		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/001.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Interno di Ressel</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/002.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/003.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Per non perdersi ...</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Il mulino</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Patrick e Serge</media:title>
		</media:content>

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		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/007.jpg" medium="image" />

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		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/009.jpg?w=128" medium="image">
			<media:title type="html">La cima di ingresso in superficie</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Elisa e Ale</media:title>
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			<media:title type="html">L'ingresso di St Georges</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">L'ingresso di Cabouy</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Andrea e Ale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/08/100.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Attrezzatura in vendita</title>
		<link>http://naramsim.wordpress.com/2008/04/10/attrezzatura-in-vendita/</link>
		<comments>http://naramsim.wordpress.com/2008/04/10/attrezzatura-in-vendita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 10:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco le foto di pezzi di attrezzatura che vendo. Muta stagna DUI CF200X In neoprene “crushed”, è adatta ad una persona intorno ai 180-185 cm. Collo e polsini appena cambiati, mai andati in acqua Materiale, taglio e cuciture: &#8220;old style&#8221; ovvero le migliori fatte da DUI Colore: blu e nero Cerniera anteriore diagonale e risvolto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=48&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le foto di pezzi di attrezzatura che vendo.</p>
<p><strong>Muta stagna DUI CF200X<br />
</strong>In neoprene “crushed”, è adatta ad una persona intorno ai 180-185 cm.<br />
Collo e polsini appena cambiati, mai andati in acqua<br />
Materiale, taglio e cuciture: &#8220;old style&#8221; ovvero le migliori fatte da DUI<br />
Colore: blu e nero<br />
Cerniera anteriore diagonale e risvolto in vita. Tasche e rinforzi sulle gambe, valvole Apex. Turbosoles<br />
Prezzo di listino intorno ai 2200€ con gli accessori.<br />
Attenzione, il materiale è perfetto ma DEVE essere cambiata la cerniera.<br />
Non la vendo per questo, però, ma per taglia errata</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-60 aligncenter" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/06/cf200.jpg?w=300&#038;h=236" alt="" width="300" height="236" /></p>
<p><strong>SCUBALIGHT Speleo 20 HID</strong><br />
La torcia, in buone condizioni (e&#8217; graffiata sul canister in acciaio), e&#8217; <a href="http://www.subprof.com/tienda/product_info.php?manufacturers_id=105&amp;products_id=6464&amp;language=en&amp;nom=SCUBALIGHT+SPELEO+20+FOCUS+">questa</a><br />
Rispetto alla versione standard ho scelto l&#8217;opzione di avere il cavo liscio, ovvero non spiralato.</p>
<p><strong>Torcia da maschera Underwater Kinetics mini Q40</strong><br />
Questa torcetta ha una luce potentissima per le sue dimensioni e, attaccata alla maschera, è utile per leggere la strumentazione e illuminare davanti senza avere le mani impegnate</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0300.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-57" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0300.jpg?w=450&#038;h=337" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><strong> Maschera Mares Liquidskin<br />
</strong>In pratica nuova: usat due volte giusto per capire che non è adatta al mio viso<br />
<a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0286.jpg"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-56" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0286.jpg?w=450&#038;h=337" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><strong>Sparabile Best divers e </strong><strong>Bussola Scubapro<br />
</strong>Chiusura con lamine in piombo, sagola in materiale plastico 20 metri, vitone in Inox (lo spool in acciaio lo ho già venduto)<br />
<a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0281.jpg"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-55" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0281.jpg?w=450&#038;h=337" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p>Altre cose senza foto</p>
<p><strong>Coltello Tigullio Syncro con custodia per cintura</strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/naramsim.wordpress.com/48/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/naramsim.wordpress.com/48/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/naramsim.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/naramsim.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=48&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">naramsim</media:title>
		</media:content>

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		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0300.jpg?w=450" medium="image" />

		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0286.jpg?w=450" medium="image" />

		<media:content url="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/img_0281.jpg?w=450" medium="image" />
	</item>
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		<title>Una vacanza in Mar Rosso</title>
		<link>http://naramsim.wordpress.com/2008/04/09/una-vacanza-in-mar-rosso/</link>
		<comments>http://naramsim.wordpress.com/2008/04/09/una-vacanza-in-mar-rosso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 13:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>naramsim</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIR]]></category>
		<category><![CDATA[Report immersioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immersioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[scuba]]></category>
		<category><![CDATA[sub]]></category>
		<category><![CDATA[Tala]]></category>
		<category><![CDATA[Trimix]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mai stato un fanatico del Mar Rosso. Probabilmente sbagliando, l’ho sempre associato a immersioni poco profonde, brevi, molto affollate e quindi, necessariamente, con uno stile “mandria”, orientato alla quantità e non alla qualità, che proprio non mi piace. E la mia esperienza a Sharm, anche se non in crociera, non mi aveva poi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=14&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono mai stato un fanatico del Mar Rosso.<a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-39" style="float:right;" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report1.jpg?w=268&#038;h=200" alt="" width="268" height="200" /></a></p>
<p>Probabilmente sbagliando, l’ho  sempre associato a immersioni poco profonde, brevi, molto affollate e quindi,  necessariamente, con uno stile “mandria”, orientato alla quantità e non alla  qualità, che proprio non mi piace. E la mia esperienza a Sharm, anche se non in  crociera, non mi aveva poi entusiasmato molto. E’ solo per un caso fortuito,  quindi, che ho deciso di andare in vacanza lì, e solo perché attirato dall’idea  della possibilità di fare qualche immersione profonda sulla MV Tala. (Il sito è  qui: <a href="http://\\www.redseaexplorers.com/">www.redseaexplorers.com</a>)</p>
<p>Gente,  che spettacolo! Sono appena tornato e sono ancora elettrizzato.</p>
<p>La MT  Tala utilizza il sistema DIR, offre tutta l’attrezzatura e le miscele necessarie  e tocca, nei suoi spostamenti, vari punti d’immersione in cui utilizzarli al  meglio.<br />
L’approccio è flessibile (nel rispetto degli standard e delle  procedure), amichevole e rilassato, ma mai trasandato o impreciso. Insomma,  perfetto per contribuire a costruire una bella vacanza!<br />
Ecco il diario:</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 1 (7/03)</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report2.jpg?w=269&#038;h=201" alt="" width="269" height="201" /></a>Pronti,  partenza, via!<br />
Sono un attimo agitato, ricordando il viaggio dell’anno  scorso&#8230;<br />
Allora il camion del catering, durante la preparazione del volo,  aveva fatto un errore di manovra procurando un “piccolo guasto” all’aereo.  Risultato: due giorni di “ritardo” della partenza e viaggio evidentemente  massacrato.<br />
E invece no, questa volta tutto bene: atterro a Hurgada verso  sera, in perfetto orario. All’uscita, come d’accordo, trovo Mo ad  aspettarmi.<br />
Secondo una tradizione consolidata, facciamo un breve salto al  Duty Free per completare le scorte liquide indispensabili alla sopravvivenza a  bordo, di genere alcolico <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  e si va a mangiare.<br />
Poi a nanna, ma in hotel:  sono un giorno in anticipo, la barca è appena uscita dal cantiere e ha ancora la  vernice fresca &#8230; l’incontro con la MV Tala è rimandato al giorno dopo</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 2 (8/03)</p>
<p>Verso  mezzogiorno arrivano i miei compagni di crociera. E’ un gruppo di ragazzi russi  di un Diving Club di Mosca. Pochi parlano l’inglese, nessuno l’italiano ed io  non so il russo! Poco male, sott’acqua ci si dovrebbe intendere lo  stesso.<br />
Salgo sul pulmino e in un attimo arriviamo alla MV Tala.<br />
Ha una  bella linea ed è molto spaziosa. La distribuzione è quella classica delle  “safari boat”: plancia di poppa ribassata per l’entrata diretta in acqua, ponte  principale con parte bagnata per la vestizione e il deposito dell’attrezzatura a  poppa, salone centrale per mangiare e il relax, cabine nella parte anteriore e  al piano inferiore, ampio sun deck al piano superiore.<br />
Niente di nuovo ma  qualche dettaglio appare subito speciale: le rastrelliere per le bombole sono  studiate in modo da accettare sia mono che bibo. Interessante &#8230;</p>
<p>Da Sharm arriva  infine anche Nick, il video operatore. Ci siamo tutti e possiamo salpare,  direzione Sud.<br />
Non navighiamo a lungo, e all’imbrunire siamo pronti per la  prima immersione, una secca poco profonda ideale per la pesata e la verifica  dell’attrezzatura (Abu Ramada).<br />
Sarà anche una check dive, però i coralli  sono già spettacolari! Verso la fine dell’immersione troviamo un’enorme murena  fuori dalla tana. E’ davvero gigantesca, il corpo più grosso di una coscia e  lunga almeno un metro e mezzo. Nuota tranquilla e senza fretta scivola via, per  nulla intimorita dalle parolacce di Nick che per la check dive aveva deciso di  non portare la telecamera&#8230;</p>
<p>Un’ottima cena e poi a letto presto: domani  sveglia all’alba!</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 3 (9/03)</p>
<p>Durante la  notte abbiamo navigato e siamo ora presso Marsa Mubarak.<br />
La prima immersione  è molto piacevole, tantissimo corallo colorato, alcionari e pesce di barriera a  più non posso secondo quello che sarà lo standard di tutta la settimana. La  visibilità non è spettacolare in questo periodo per la presenza di molto  plancton in sospensione e per la fioritura dei coralli. E il pesce pelagico è  relativamente scarso se confrontato con le Maldive.</p>
<p>Però – un pò da  fetuso &#8211; penso ai miei buddy in Italia che proprio in quel momento sanno  entrando in acqua a Laveno &#8230; ahahahahaha. Chissa se gli sono fischiate le  orecchie? Io sono senza guanti e cappuccio in un brodino di 23°: cosa volere di  più?</p>
<p>La seconda immersione Faisal mi prende come buddy. Non sospetto  nulla fino a quando lo vedo sogghignare, togliersi l’erogatore e simulare  l’emergenza OOA. Accidenti a lui, sono in vacanza!<br />
Però, mentro gli passo  l’erogatore ed eseguiamo la procedura, mi rendo conto della efficacia di  adottare un sisitema standardizzato: nessun dubbio, nessun errore di  comunicazione, nessun problema.<br />
Ancora V-Drill e lancio del pallone, sotto  gli occhi un pò sorpresi dei ragazzi russi, che non hanno una formazione DIR e  ai quali tutto quel gesticolare appare evidentemente molto strano.<br />
Fuori  dall’acqua poi Faisal mi dice che voleva vedermi, dato che il giorno dopo c’e’  la possibilità di fare un’immersione in TMX. Poi mi chiede sornione se mi  interessa &#8230;</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;"><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report31.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report31.jpg?w=289&#038;h=163" alt="" width="289" height="163" /></a>Giorno 4 (10/03)</p>
<p>Siamo a Shaab  Maksuur, “La secca spaccata”. E’ un esteso pinnacolo caratterizzato intorno ai  50 mt da una larga spaccatura verticale, una specie di canyon molto ricco di  vita e colore. Questo è l’obiettivo dell’immersione ma il mare tranquillo  nasconde una corrente piuttosto forte, soprattutto nei primi 20 metri. Il  risultato è che non riusciamo ad arrivare alla famosa spaccatura, ma  l’immersione si rivela molto bella lo stesso. A quella profondità i colori sono  molto più uniformi, con una forte dominante blu, e la mia attenzione si  concentra allora sulle tante nuvole di piccoli pesci argentei che spostano  fulminee, ogni singolo pesce in perfetta coordinazione con i suoi vicini. E  dietro ogni nuvola, come ombre, branchi di jackfish e altri predatori ad  attendere l’occasione propizia. Uno scenario diverso dalle quote più alte, meno  colorato ma più intenso e non meno affascinante. L’immersione è poi completata  dalla fugace apparizione di un barracuda solitario che si avvicina minaccioso  prima di scomparire nel blu.<br />
Deep stop, cambio gas a 21 e ratio deco: tutto  da manuale. Dopo poco più di un’ora sono di nuovo in barca a fare  colazione.<br />
L’episodio della corrente mi stuzzica però e l’immersione successiva, sempre  sulla stessa secca ma a bassa profondità, la faccio con il DPV.<br />
Sul Tala sono  a disposizione gli Xscooter, piccoli, leggeri e manovrabili. Un vero piacere  utilizzarli per infilarsi tra le colonne di corallo duro che costellano la  secca!</p>
<p>Su un’altra secca (Malhai), caratteristica per il gran numero di  pinnacoli ravvicinati e coperti di corallo duro, provo poi la cosiddetta  configurazione stile “monkey”, senza sacco e con una S80 attaccata al fianco. In  pratica una via di mezzo tra apnea e immersione tradizionale.<br />
La sensazione è  di massima libertà, e se ci aggiungente lo scooter il divertimento è davvero  assicurato. Con un sorriso idiota esco dall’acqua all’ultimo momento possibile,  e solo perchè ho tirato al limite le batterie dello scooter &#8230;</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 5 (11/03)</p>
<p>E’ il giorno  di Claudia, un punto d’immersione fantastico, che nella mia personalissima  classifica va al primo posto in assoluto per la bellezza dell’ambiente. E’ una  piccola secca al centro della quale si è formata un’ampia caverna collegata  all’esterno da diversi ampi passaggi. Il sole entra da una infinità di  spaccature grandi e piccole, rimbalza sul fondo di sabbia bianca e crea dei  giochi di luce meravigliosi.<br />
E, se non bastasse, su un lato della secca si  apre un grande giardino di corallo duro dalle forme bizzarre, a volte ramificate  e appuntite oppure tondeggianti e tozze, sovrapposte l’una sull’altra senza  soluzione di continutà. E in ogni anfratto, pesci di tutti i colori e specie.  Indescrivibile.<br />
Faccio questa immersione due volte, con e senza scooter,  speremendo tutti il nitrox possibile dalle bombole che ho sulla schiena.</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 6 (12/03)</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-42" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report4.jpg?w=290&#038;h=163" alt="Relitto Oyster" width="290" height="163" /></a>Stiamo  progressivamente tornando verso Nord, e qui le secche sono più profonde, le  immersioni in parete e se i coralli sono meno spettacolari, in compenso  incontriamo più pesce pelagico. Durante la prima immersione una tartaruga ci  accompagna per buona parte del percorso, per nulla infastidita dalle bolle.  Anzi, sembra quasi volerci indicare la strada &#8230;</p>
<p>La seconda immersione  ha tutte le premesse per essere interessante, e si rivelerà, in effetti, la più  straordinaria della crociera.<br />
Il piano prevede di scendere in TMX fino a 55  metri e raggiungere con gli scooter la verticale del relitto di un’altra barca  da crociera, l’Oyster, che giace sul fondo a 90 metri. Complice la buona  visibilità, speriamo di riuscire a vederlo dall’alto, per poi tornare alla  parete del reef ed entrare (rimanendo però a vista dell’uscita), in una caverna  sommersa a circa 45 metri. Risalita e deco sul reef.</p>
<p>Dire che non tutto  segue la pianificazione è un eufemismo: arrivati alla massima profondità allo  scooter di Nick si stacca improvvisamente il trigger!<br />
Lo vediamo oscillare  pigramente e roteare su sè stesso quasi prendendosi gioco di noi mentre casca  verso il fondo. Faisal riesce in tempo record a risistemare lo scooter con un  pezzo di caveline, ma ovviamente la nostra pianificazione originaria è andata a  farsi benedire.<br />
Ma abbiamo gas in abbondanza e possiamo allungare leggermente  il BT, quanto basta per poter vedere chiaramente il relitto e entrare per  qualche metro nella caverna (spettacolare, anche se spoglia).<br />
Adattiamo i  tempi di conseguenza, cosa che viene facile qui dove la deco è un’immersione  ricreativa sul reef!</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-43" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report5.jpg?w=290&#038;h=163" alt="" width="290" height="163" /></a>La ciliegina sulla torta, che chiude in bellezza  un’immersione mozzafiato, arriva inaspettata. Mentre facciamo gli ultimi minuti  di deco sotto la barca, improvvisamente un’ombra &#8230; a meno di tre metri passa  curioso un piccolo di squalo balena. Piccolo per modo di dire, naturalmente,  dato che lo abbiamo stimato intorno ai 5-6 metri &#8230;<br />
Ci punta, ci guarda e  forse spaventato dall’improvviso agitarsi e da qualche urlo di troppo scivola  via con quel movimento ingannevolmente lento della coda. Nick con la telecamera  è di spalle e lo vede all’ultimo momento. Faisal cerca di staccare lo scooter  che aveva “riposto” attaccandoselo di fianco ma ora che riesce a farcela e a  trainare Nick lo squalo gia inizia ad allontanarsi.<br />
Io arranco alle spalle  (accidenti, gli altri due scooter li avevamo “prestati” poco prima agli altri,  in teoria a noi non servivano più &#8230;) ma è inutile cercare di tenere il passo e  dopo pochi metri mi fermo, contento comunque di quella che è stata in ogni caso  una emozione speciale.</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 7 (13/03)</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report6.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-44" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report6.jpg?w=450&#038;h=252" alt="" width="450" height="252" /></a>Altre tre  immersioni, belle, anche se meno memorabili.<br />
Mi è piaciuto il relitto del  “Posidonia” che giace capovolto a poca profondità nei pressi di Shaab Shear. La  vicinanza della superfecie e del reef sconsigliano la penetrazione e il motivo  lo “sento” non appena mi avvicino: la risacca provoca una continua serie di  chigolii e schiocchi e la preoccupazione che qualcosa possa caderti in testa da  un momento all’altro è abbastanza fondata. Guardando di lato poi, si vede una  porzione della fiancata spostarsi con le onde dando l’impressione, leggermente  inquietante, che il relitto respiri all’unisono con il mare.<br />
Però la parte  poppiera con le due eliche gemelle e i timoni è spettacolare e negli anfratti  delle lamiere si trova di tutto, compresa una grossa murena marrone che giurerei  essere la gemella o se possibile persino più grande di quella che ho visto  all’inizio.</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 8 (14/03)</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report7.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-45" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report7.jpg?w=450&#038;h=252" alt="" width="450" height="252" /></a>Ultimo  giorno, si chiude in bellezza.<br />
La prima immersione la facciamo sul Salem  Express. E’ un relitto di cui ho sentito parlare molto, con una storia recente e  tragica e per la quale ho qualche dubbio se avventurarmi all’interno. Non per un  problema “tecnico”, però: è una penetrazione facile, che può tranquillamente  essere fatta con gli scooter per l’ampiezza dei passaggi, l’assenza di cavi o  altri impedimenti pendenti e per la presenza di luce attraverso alcune condotte  trasversali.<br />
Con il mio buddy Lera decidiamo comunque di entrare e  percorriamo i due ponti inferiore e superiore fino alla fine, scavalcando un  gran numero di oggetti personali, coperte, borse, scarpe oltre ai relitti di  alcune autovetture accatastati alla rinfusa come il mare li ha gettati durante  la tempesta del 1991.<br />
Una volta usciti, con il bibo e complice la bassa  profondità, c’è il tempo di percorre diverse volte la parte superiore della  coperta passando attraverso i fumaioli gemelli dove si vede ancora in rilevo lo  stemma della compagnia, nella caffetteria, lungo i ponti della passeggiata con  le panchine bianche ormai incrostate, nella zona della sala motori, insomma in  lungo e in largo.</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report8.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-46" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report8.jpg?w=450&#038;h=252" alt="" width="450" height="252" /></a>Un’immersione particolare, su un bel relitto e coronata  dall’apparire di un giovane delfino che per oltre mezz’ora rimane a giocare con  noi (a scooter spento, però. Sembra che il rumore delle eliche lo infastidisca  &#8230;).</p>
<p>Dopo qualche ora sono di nuovo in acqua: accompagno Faisal in TMX  nel corso che sta facendo a due ragazzi. E’ un’immersione semplice e piacevole,  anche se un pò anonima in confronto alle altre. Anche Faisal se ne rende conto e  nella fase della decompressione ci “delizia”, per così dire, cantando  nell’erogatore. Per la prima volta non vedevo l’ora di uscire  &#8230;</p>
<p>L’ultima immersione della crociera è sicuramente la più stravagante:  due dei ragazzi russi sono freschi sposi e hanno deciso di celebrare anche un  matrimono subacqueo, con tanto di abito bianco, bacio e spumante!<br />
Lo sposo  attende trepidante la sposa sul fondo (con il bibo, non si sa mai &#8230;)<br />
Il  testimone arriva portando la sposa, in abito bianco e stivali con il tacco, su  uno scooter nuziale appositamente predisposto.<br />
Faisal (il quale, essendo  capitano, ha anche l’effettiva autorità a celebrare matrimoni, o così almeno  sostiene &#8230;) svolge un breve rito, gli sposi si baciano tra il tripudio degli  amici e quindi, preso lo scooter nuziale, si allontanano verso il  sole.</p>
<p>Questa era la coreografia prevista, e non importa se poi gli sposi  (senza pinne per evidenti motivi di classe e immagine) hanno avuto molta  difficoltà a controllare lo scooter: la partenza è stata piuttosto ingloriosa ma  molto divertente &#8230;</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">Giorno 9 (15/03)</p>
<p>Rifaccio i  bagagli, metto via l’attrezzatura (che mi hanno sciacquato i ragazzi  dell’equipaggio) faccio colazione.<br />
Ma è solo nel momento in cui rimetto le  scarpe per la prima volta dopo una settimana che mi accorgo che la vacanza è  davvero finita.</p>
<p style="font-weight:bold;font-size:1.1em;">In conclusione &#8230;</p>
<p>Cosa dire?  Che mi sono davvero divertito e spero che questo si sia capito nel resoconto  giorno per giorno.</p>
<p><a href="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report9.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-47" src="http://naramsim.files.wordpress.com/2008/04/report9.jpg?w=450&#038;h=299" alt="" width="450" height="299" /></a>La barca è bella e pratica,  l’equipaggio competente e disponibile, Nick un ottimo subacqueo e un bravissimo  videoperatore (non voglio fare pubblicità, ma suggerisco comunque di andare a  vedere il suo <a href="http://\\www.liquidjungle.tv/">sito</a> con il portfolio di  alcuni suoi lavori). E non dimentico neppure il cuoco, che per taglia e  simpatia, ricorda molto Eddie Murphy in “il professore matto”  &#8230;</p>
<p>Insomma, Mo e Faisal conducono il loro servizio con sicurezza,  professionalità e giusto quel pizzico di follia a ricordare che in acqua si va  per divertirsi.</p>
<p>Quello però che più mi ha colpito è come sia cambiata la  mia percezione della vacanza in Mar Rosso. La possibilità di fare immersioni  tecniche, l’utilizzo del sistema DIR come base di tutte le immersioni e da parte  di tutti i membri dell’equipaggio (sia delle guide sia delle persone di  supporto), la disponibiità di attrezzature “speciali”, tutte queste cose rendono  perfetta una vacanza altrimenti normale.<br />
Finora, forse un pò  snobisticamente, ho sempre trascurato l’Egitto preferendo mete più lontane e  rinomate. E invece così il Mar Rosso così è tutta un’altra cosa.</p>
<p style="font-size:0.8em;font-style:italic;" align="right">Still frames  courtesy of Nick Poole &#8211; <a href="http://\\www.liquidjungle.tv/">www.liquidjungle.tv</a></p>
<p>Qui un video:</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://naramsim.wordpress.com/2008/04/09/una-vacanza-in-mar-rosso/"><img src="http://img.youtube.com/vi/1f6_NeHzXpk/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Altri video su Youtube qui: <a href="http://www.youtube.com/user/redseaexplorers">http://www.youtube.com/user/redseaexplorers</a></p>
<p>Qui, invece alcune immagini:</p>
<p style="visibility:visible;">
<p><a href="http://www.slide.com/pivot?cy=ms&amp;at=un&amp;id=1801439850956448665&amp;map=1" target="_blank"><div><embed src='http://widget-99.slide.com/widgets/slideticker.swf' type='application/x-shockwave-flash' quality='high' scale='noscale' salign='l' wmode='transparent' flashvars='site=widget-99.slide.com&channel=1801439850956448665&cy=wp&il=1' width='426' height='320' name='flashticker' align='middle' /><div style='width: 426px;text-align:left;'><a href='http://www.slide.com/pivot?ad=0&tt=0&sk=0&cy=wp&th=0&id=1801439850956448665&map=1' target='_blank'><img src='http://widget-99.slide.com/p1/1801439850956448665/wp_t000_v000_a000_f00/images/xslide1.gif' border='0' ismap='ismap' /></a> <a href='http://www.slide.com/pivot?ad=0&tt=0&sk=0&cy=wp&th=0&id=1801439850956448665&map=2' target='_blank'><img src='http://widget-99.slide.com/p2/1801439850956448665/wp_t000_v000_a000_f00/images/xslide2.gif' border='0' ismap='ismap' /></a></div></div><br />
</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/naramsim.wordpress.com/14/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/naramsim.wordpress.com/14/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/naramsim.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/naramsim.wordpress.com/14/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=naramsim.wordpress.com&amp;blog=2496557&amp;post=14&amp;subd=naramsim&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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